Cnidari

Guarire le ferite con le meduse

Una delle conseguenze più terribili del diabete è una maggiore suscettibilità alle ferite croniche. Mentre i tassi di questa malattia salgono alle stelle nel mondo occidentale, aumenta di conseguenza anche il problema delle ferite croniche. Si stima che solo negli Stati Uniti, il costo economico annuale di questo problema superi ora i 20 miliardi di dollari.

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Una misteriosa malattia dei coralli sta devastando le barriere coralline caraibiche

Al largo di St. Thomas, la malattia si sta muovendo più velocemente e uccide più coralli di qualsiasi altra malattia

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Scoperto un antidoto contro il mortale veleno delle cubomeduse

Un team di ricercatori, studiando il meccanismo del dolore, ha scoperto un antidoto alla puntura mortale della creatura più velenosa sulla Terra: la cubomedusa australiana. Una singola puntura per un essere umano causa necrosi della pelle, dolore lancinante e, se la dose di veleno è abbastanza grande, arresto cardiaco e morte in pochi minuti. Il nuovo antidoto, scoperto usando la tecnica di editing genetico Crispr, blocca i sintomi entro 15 minuti dal contatto.  

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La genomica rivela perché alcune creature diventano meduse mentre altre restano polipi

Meduse, coralli e anemoni di mare hanno corpi molto diversi ma tutti cadono sullo stesso grande ramo nell'albero genealogico animale. Le meduse in realtà iniziano ancorate al fondo del mare, proprio come coralli e anemoni. 

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Scoperto un parassita che infetta i coralli, con i geni della clorofilla, ma che non fotosintetizza

Per la prima volta gli scienziati hanno trovato un organismo in grado di produrre clorofilla ma che non esercita la fotosintesi. L'organismo è stato denominato "corallicolide" perché è presente nel 70% dei coralli in tutto il mondo e può fornire indizi su come proteggere le barriere coralline in futuro.

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Sono i predatori a modellare la relazione dei pesci pagliaccio con un improbabile ospite

Uno studio dell'Università del Queensland e Deakin University ha identificato nei predatori la forza che modella le relazioni reciprocamente vantaggiose tra specie come il pesce pagliaccio e gli anemoni. l biologi hanno dichiarato che la ricerca mirava a comprendere l'origine di tali rapporti, noti come mutualismi interspecifici, estremamente comuni in natura. 

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Una fluorescenza verde attrae le alghe simbiotiche verso i coralli

I coralli che costruiscono le barriere coralline non possono sopravvivere senza la simbiosi obbligatoria con i dinoflagellati fotosintetici del genere Symbiodinium, da cui dipendono per la maggior parte della loro energia. 

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Scambiare batteri può favorire la simbiosi anemoni-pesci pagliaccio

Avere batteri in comune con gli anemoni può aiutare il pesce pagliaccio a nidificare comodamente fra i tentacoli velenosi degli anemoni. Secondo un nuovo studio,pubblicato sulla rivista Coral Reefs, i pesci pagliaccio si strofinano su tutto l'anemone in cui vivono per non farsi pungere e mangiare, come capita alla maggior parte dei pesci. Questo sfregamento porta a cambiare la composizione dei microbi che rivestono il pesce pagliaccio.

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Dobbiamo cambiare il paradigma sull'importanza trofica delle meduse?

Le meduse sono onnipresenti in tutti gli oceani del mondo, possono presentarsi in densità molto elevate e in alcune aree stanno aumentando in abbondanza. Tuttavia, a causa del loro basso contenuto nutrizionale, sono state a lungo considerate dei vicoli ciechi trofici, ignorati dalla maggior parte dei predatori.

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L'anemone di mare, un animale che nasconde bene la sua complessità

Nonostante la sua apparente semplicità, un corpo a forma di tubo sormontato da tentacoli, l'anemone di mare è in realtà una creatura estremamente complessa. Scienziati dall'Istituto Pasteur, in collaborazione con il CNRS, hanno appena scoperto oltre un centinaio di tipi di cellule diverse in questo piccolo invertebrato marino e un'incredibile diversità neuronale. 

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Identificato il processo biologico di mineralizzazione che porta alla formazione dello scheletro in giovani coralli

Lo scheletro formato da un corallo svolge un ruolo chiave nello stoccaggio del biossido di carbonio atmosferico. Studi precedenti si sono concentrati sul processo mediante il quale i coralli adulti producono minerali che induriscono i tessuti esistenti per formare lo scheletro, ma lo stadio esatto in cui i coralli iniziano l'intero processo di mineralizzazione è rimasto un mistero - fino ad ora.

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Colonialità non clonale nell’idrozoo Ectopleura larinx

Noi umani sopportiamo molto dai nostri parenti. Ma la maggior parte di noi è meno caritatevole con persone al di fuori della cerchia familiare.

Non è così per una particolare creatura costiera di acqua bassa. Gli scienziati dell'Università del Kansas hanno scoperto che i polipi dell'idrozoo Ectopleura larinx non hanno remore nel trattare un individuo non correlato come parte della famiglia.

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Descritto un nuovo modo di catturare prede: la kleptopredazione

Il nudibranco Cratena peregrina ha un gusto per le creature marine microscopiche chiamate zooplancton e si nutre di esse rubando il pasto a un idroide predatore, inghiottendo predatore e preda insieme. Un tipo di predazione in precedenza sconosciuto, che i ricercatori hanno soprannominato "kleptopredazione". 

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Una nuova specie di granchio eremita usa come casa un corallo vivo

Una nuova specie di granchio eremita può vivere nella cavità di un corallo che “cammina”, in una relazione reciproca, sostituendo il consueto partner, un verme marino. Lo studio pubblicato nella rivista open-access PLOS ONE.

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Il gusto, non l'aspetto, spinge i coralli a mangiare materie plastiche

                Una particella bianca di plastica viene inghiottita da un polipo di corallo. (Credit: Alex Seymour, Duke Univ.)

 

Gli scienziati sanno da tempo che gli animali marini mangiano erroneamente detriti di plastica perché i piccoli pezzi di plastica galleggianti vengono scambiati per prede. Ma un nuovo studio sull'ingestione di plastica da parte dei coralli suggerisce che ci possa essere un ulteriore motivo per tale comportamento, potenzialmente dannoso: la plastica ha semplicemente un buon sapore. Gli additivi chimici nella plastica potrebbero agire come stimolanti alimentari.

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