I calamari potrebbero fornire un'alternativa ecologica alla plastica

Le proteine di calamaro possono essere utilizzate per produrre materiali di prossima generazione in una serie di ambiti che includono energia e biomedicina, così come i settori della sicurezza e della difesa.

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Documentata per la prima volta la presenza di microplastiche e additivi della plastica nelle ascidie

Una prima indagine nel suo genere dell'Università di Tel Aviv rileva che le microplastiche sono presenti in ascidie solitarie lungo tutta la costa israeliana. È questo il primo studio che esamina la contaminazione da additivi plastici negli organismi marini nel Mediterraneo orientale e nel Mar Rosso. 

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I vermi marini banchettano con la plastica

A terra, i lombrichi ingurgitano foglie e funghi morti rilasciando piccoli pezzi di materia organica che arricchiscono il terreno. Nel mare, si scopre che alcuni vermi marini masticano plastica fluttuante e liberano micro-plastiche, una scoperta inquietante portata alla luce nelle nuove ricerche di un team di scienziati della Corea del Sud.

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Il destino della plastica negli oceani

Le concentrazioni di micro-plastiche nello strato superficiale degli oceani sono inferiori al previsto. I ricercatori del GEOMAR Helmholtz Centre for Ocean Research Kiel, hanno dimostrato sperimentalmente che le micro-plastiche interagiscono con le particelle naturali e formano aggregati nell'acqua di mare. Questa formazione di aggregati potrebbe spiegare come le micro-plastiche affondano negli strati più profondi.

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La plastica che si degrada emette gas a effetto serra

Secondo i ricercatori dell'Università di Hawai'i, diversi gas a effetto serra sono emessi quando la plastica comune si degrada nell'ambiente. 

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L’accumulo di microplastiche nelle spiagge: nuova minaccia per le tartarughe marine

La plastica è famosa per la sua durevole resistenza, che la rende perfetta per i prodotti di consumo ma una minaccia unica e persistente per l'ambiente naturale.

Per le tartarughe marine che nidificano sulle spiagge un tempo incontaminate che delimitano il Golfo del Messico, pezzi di plastica di spessore millimetrico, chiamati microplastiche, rappresentano una minaccia particolarmente urgente.

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Il krill antartico può digerire le microplastiche ma non salverà gli oceani

Uno studio condotto da ricercatori australiani mostra che il krill può digerire certe forme di microplastica in frammenti più piccoli, ma non pervasivi. Secondo lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, il krill antartico, Euphausia superba, può scomporre sfere di polietilene da 31,5 micron in frammenti con diametro inferiore a un micron.

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Coralli avvolti nella plastica

La plastica può contribuire a far ammalare i coralli?

La plastica rappresenta un grave problema per la vita marina. Gli uccelli marini e le tartarughe muoiono di fame se mangiano sacchetti di plastica o anelli di imballaggio, le balene possono rimanere intrappolate mortalmente nelle attrezzature da pesca. 

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Il gusto, non l'aspetto, spinge i coralli a mangiare materie plastiche

                Una particella bianca di plastica viene inghiottita da un polipo di corallo. (Credit: Alex Seymour, Duke Univ.)

 

Gli scienziati sanno da tempo che gli animali marini mangiano erroneamente detriti di plastica perché i piccoli pezzi di plastica galleggianti vengono scambiati per prede. Ma un nuovo studio sull'ingestione di plastica da parte dei coralli suggerisce che ci possa essere un ulteriore motivo per tale comportamento, potenzialmente dannoso: la plastica ha semplicemente un buon sapore. Gli additivi chimici nella plastica potrebbero agire come stimolanti alimentari.

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